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Tortini di zucchine

Tortini di zucchine

Per 6 tortini: 3 carote , 2 zucchine, 2 peperoni rossi, 3 uova, 1/2 cipolla, olio evo, sale, olio di semi, 2 cucchiai di pangrattato, basilico per guarnire. Dopo averle pulite e lavate, affettare le verdure. Tritare finemente la cipolla e farla rosolare in due cucchiai d’olio evo, aggiungendo un po’ d’acqua. Quando la cipolla sarà diventata trasparente aggiungere le verdure, mescolare, salare e far cuocere circa 5 minuti, coprire, abbassare la fiamma e far cuocere circa venti minuti. Togliere il coperchio, aumentare la fiamma per far asciugare il liquido che si sarà formato. Spegnere il fuoco. Quando le verdure si saranno sfreddare, aggiungere le uova ed il pangrattato. Regolare di sale. Spennellare 6 stampini di silicone con l’olio di semi. Suddividere il composto negli stampini. Infornare i tortini a 180 gr per circa 20 minuti. Quando saranno tiepidi posarli su un piatto e guarnire con basilico fresco
Francesca Curreli, un Avvocato ai Fornelli
Fregula ai frutti di mare

Fregula ai frutti di mare

Fregula ai frutti di mare Ricetta Ingredienti Per 4 persone:

Ingredienti 400 gr di fregula media, 300 gr di gamberi rossi, 1 calamaro medio, 1/2 kg di cozze, 1/2 kg di vongole, 8 capesante, 1 spicchio d’aglio, 1/2 cipolla piccola, 2 bicchieri di vino bianco, 1 mazzetto di erba cipollina, 1/2 carota, peperoncino, olio evo. Sgusciare i gamberi e privarli del budello interno. In una padella capiente far rosolare lo spicchio d’aglio schiacciato e la cipolla. Aggiungere le teste ed i carapaci dei gamberi. Schiacciare bene le teste. Una volta che teste e carapaci saranno ben rosolati sfumare col vino. Una volta che l’alcol sarà evaporato aggiungere 1 l d’acqua ghiacciata. Trasferire tutto in una pentola. Portare a bollore, abbassare la fiamma e far cuocere per mezz’ora. Filtrare e tenere da parte. Far aprire, in una pentola coperta, a fiamma alta le vongole. Sgusciarle e filtrare l’acqua. In un’altra pentola coperta, a fiamma alta, far aprire le cozze. Sgusciarle e filtrare l’acqua. Pulire il calamaro, togliere l’osso, eviscerarlo, eliminare gli occhi e tagliarlo a striscioline sottilissime. Togliere le capesante dalle conchiglie, pulirle benissimo sotto l’acqua corrente per eliminare la sabbia, staccare il corallo e tagliarle a cubetti. In una padella capiente far rosolare i calamari, aggiungere le capesante e, dopo un minuto, la fregula. Farla rosolare bene ed aggiungere 1 bicchiere di vino bianco. Far sfumare. Quando l’alcol sarà evaporato, aggiungere 1 mestolo di fumetto di gamberi. Far assorbire il fumetto mescolando continuamente. Continuare come se fosse un risotto, alternando il fumetto, l’acqua delle cozze e quella delle vongole. A cottura ultimata, a fuoco spento, aggiungere l’erba cipollina tritata finemente, le cozze, le vongole ed i gamberi, avendo cura di tenerne qualcuno per guarnire.

Francesca Curreli, un Avvocato ai Fornelli
S’Aligu, un Dolce antichissimo!

S’Aligu, un Dolce antichissimo!

Silanus produce ancora un Dolce Antichissimo, S’Aligu. Il compito di portare avanti la tradizione del Dolce Pasquale per antonomasia è della Pasticceria F.G.M. Dolceria Silanese”.

Un dolce che ha ottenuto dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo il riconoscimento di eccellenza alimentare tipica della Sardegna.

Il dolce veniva preparato in grandi quantità dai priori delle tre confraternite (del Rosario, di Santa Croce, e delle Anime) per donarlo alle famiglie povere del paese, alle massaie e ai confratelli

Un attestato importante per il paese, per tutte le famiglie e per l’unica pasticceria che preparano questa delizia, ma anche per la Coop. “Old Sardigna” che ha completato la pratica per il riconoscimento, per la Dr.ssa Gigliola Congiu e Francesco Nieddu che hanno predisposto la documentazione e curato la ricerca storica sul dolce, partendo dall’iniziativa avviata nel 2010 dalla Pro Loco.

Nella ricerca sul dolce, da sempre preparato a Silanus, si sa che è molto antico, ma che la tradizione è affidata soprattutto alla narrazione orale di alcune donne centenarie che hanno ereditato l’arte dalle proprie nonne e madri.

ETIMOLOGIA A CURA DI SALVATORE DEDOLA  www.linguasarda.com

In latino ālica, hālica significa ‘spelta, orzo’ (come tisana); alicaria significa ‘feccia del mulino’, ‘avanzi inservibili’, per traslato anche ‘meretrice’ ossia ‘feccia dell’umanità’ (preso dal Calonghi).

Un primo cenno fonetico è l’akk. ālikum ‘accesa’ (stufa). Ma anche ḫâlu ‘sciogliersi completamente’ (dolce di miele?). Ma a quanto pare la vera base sembra l’accadico ḫālu ‘dio protettivo’. Se a tale parola accadica aggiungi il suffisso mediterraneo -igu, -icu, abbiamo un aggettivale, ossia un aggettivo diventato nome, col significato di ‘(dolce) regalatoci da Dio Protettore)’, oppure ‘(dolce che appare come un) dio protettore’: tutto ciò in relazione alla sua bontà.

vai qui per il programma di visita a Silanus

 

Filetto di baccalà ai pistacchi e tanto altro!

Filetto di baccalà ai pistacchi e tanto altro!

Filetto di baccalà caramellato alla sapa di fichidindia con panatura di semi di zucca tostati, su crema di zucca e granella di pistacchi Ricetta Ingredienti per due persone:
400 gr di filetto di baccalà (già pronto per la cottura), 400 gr di zucca, una manciata di pistacchi, 1/2 cipolla ramata piccola, 2 cucchiai abbondanti di sapa, olio evo, sale, pepe, 1/2 bicchiere di vino bianco fermo, 1 bicchiere di acqua calda. Procedimento: Sbucciare la zucca e tagliarla a dadini. Tritare la cipolla e farla rosolare in due cucchiai di olio evo. Aggiungere la zucca, salare, pepare, mescolare bene. Far cuocere una decina di minuti. Aggiungere 1/2 bicchiere d’acqua bollente. Abbassare la fiamma, coprire e far cuocere sino a che la zucca non sarà tenerissima. Frullare, aggiungendo, se necessario, altra acqua, sino ad ottenere una crema liscia e vellutata. In una padella antiaderente versare un cucchiaino d’olio e far tostare i semi di zucca dopo averli lavati ed asciugati. Aggiungere un pizzico di sale. Far tostare una macinata di pistacchi e passarli al mixer sino ad ottenere una granella fine. In una padella antiaderente spennellata d’olio far dorare il baccalà, diviso in due tranci, da tutti i lati, salare, pepare e sfumare col vino. Una volta che l’alcol sarà evaporato aggiungere la sapa avendo cura di spennellarla su tutti i lati del baccalà. Far cuocere una decina di minuti. Scolare il pesce dal fondo di cottura e panarlo con i semi di zucca. Scaldare la crema di zucca. Per impiattare: Versare un mestolo abbondante di crema di zucca al centro di un piatto piano. Battere sul fondo per creare il cerchio. Posare al centro il baccalà e guarnire con la granella di pistacchi.
Francesca Curreli, un Avvocato ai Fornelli
Cannolo con sorpresa!

Cannolo con sorpresa!

Cannolo di seppia al pepe rosa su crema di patate e prezzemolo con julienne di seppia al vapore.

Ricetta: Ingredienti per due persone 2 seppie da 500 gr 1 grossa patata 1 mazzetto di prezzemolo 2 spicchi d’aglio Pepe rosa Germogli d’aglio Olio evo Sale Acqua Acqua gassata ghiacciata Procedimento: Pulire le seppie eliminando le interiora, l’osso, il dente. Separare i tentacoli dal mantello. (I tentacoli potranno essere usati per un’altra preparazione). Spellare il mantello, lavarlo, asciugarlo e ricavarne un quadrato. Con un coltello affilatissimo praticare sul dorso dei tagli in diagonale sino a formare dei rombi. Mettere i quadrati in una ciotola con un cucchiaio di olio evo, un pizzico di sale e una manciata di pepe rosa e far marinare. Tagliare a julienne le parti restanti del mantello Sbucciare la patata e tagliarla a tocchi. Spellare l’aglio e privarlo dell’anima interna. Mettere le patate e l’aglio in un pentola dai bordi alti e coprirli con acqua sino a metà pentola. Aggiungere 10 gr di sale marino grosso. Posizionare sulla pentola la vaporiera, inserire al suo interno le julienne di seppia. Coprire e mettere la pentola sul fuoco. Portare a bollore e far cuocere le seppie per una decina di minuti. Togliere la vaporiera, salare leggermente la julienne di seppia e tenerla in caldo. Proseguire la cottura sino a che le patate non saranno tenerissime. Lavare il prezzemolo ed eliminare i gambi. Nel mixer frullare le patate, l’aglio ed il prezzemolo con mezzo bicchiere d’acqua gassata ghiacciata. Regolare di sale. Sulla piastra caldissima scottare, 2/3 minuti per lato, i quadrati di seppia scolati dalla marinatura. Per impiattare: Versare un mestolo di crema di patate e prezzemolo al centro di un piatto piano. Arrotolare il cannolo e adagiarlo sulla crema. Posizionare la julienne su un lato e decorare con germogli d’aglio e pepe rosa.

Francesca Curreli, un Avvocato ai Fornelli
I Gathulis, bontà di Ogliastra

I Gathulis, bontà di Ogliastra

I gathulis sono un piatto tipico della tradizione sarda a base di patate, semola ed uno dei più caratteristici formaggi sardi, il fiscidu, un formaggio ovino tenuto in salamoia. In pratica si tratta di ciambelline ad anello fritte, preparate soprattutto nella montagna ogliastrina, ed in particolare a Villagrande, che dedica a questa pietanza anche una Sagra annuale molto nota e partecipata.

Ricetta:

Bollire le patate pelate, le si schiaccia lasciandole raffreddare per una decina di minuti quindi vi si aggiungono due bicchieri d’olio impastandolo con le mani, unendovi il sale, il formaggio fiscidu grattugiato e la farina di semola, fino ad ottenere un impasto consistente

A questo punto si devono formare con pezzi d’impasto dei vermicelli spessi un dito, coi quali si formano dei cerchietti più o meno grandi che vanno messi a friggere in padella, nell’olio bollente. La giusta cottura vede i Gathulis dorati.

Generalmente vengono serviti come antipasto o come primo piatto, ma anche come spuntino per spezzare la fame tra un pasto e l’altro, perché non necessitano di condimento; si consumano accompagnati da olive e vino.

In altre zone del territorio Ogliastrino sono noti come “orrubiolus”

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