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1. “STORIA DELLA LINEA

Le prime idee relative al progetto di questa ferrovia risalgono alla seconda metà del XIX secolo, allo scopo di migliorare la situazione dei collegamenti sia della città di Nuoro, sia dei centri abitati dell’area del Marghine e della Barbagia, le cui popolazioni si trovavano in difficili condizioni economiche a causa del prolungato stato di isolamento. Dopo l’apertura dei primi tratti della rete ferroviaria a scartamento ordinario ad opera della Compagnia Reale delle Ferrovie Sarde, la Sardegna centrale continuava infatti a rimanere esclusa dalle relazioni con i principali centri dell’isola; si rendeva pertanto oltremodo necessario realizzare un percorso che unisse Chilivani a Oristano, completando in tal modo il collegamento tra il nord ed il sud della Sardegna. La realizzazione di detto collegamento fu peraltro per niente semplice e facile, in quanto al momento di definirne il percorso si verificarono numerosi contrasti nel Parlamento nazionale. Nello specifico, furono formulati al riguardo due differenti  progetti, di cui il primo prevedeva una linea che avrebbe congiunto Oristano a Chilivani passando per Macomer, mentre il secondo contemplava di collegare i due tronchi tramite un percorso il cui tracciato si sarebbe esteso lungo la valle del Tirso. Come è noto, dei due progetti finì con essere approvato il primo, una decisione che causò la delusione di abitanti ed amministratori delle località rimaste nuovamente escluse dal collegamento ferroviario. Si dovette attendere il 1879 per riaprire il cuore alla speranza, con l’approvazione della Legge Baccarini (n° 5002 del 29 luglio) contenente disposizioni circa la realizzazione di una rete secondaria in Italia a integrazione delle linee ferroviarie principali. Per ciò che riguardava la Sardegna, la Compagnia Reale fu invitata dal Ministro dei Lavori Pubblici a intraprendere i progetti necessari alla realizzazione delle linee complementari. Per queste ultime si scelse di adottare i binari a scartamento ridotto da 950 millimetri, in quanto tale soluzione avrebbe permesso di adattare più agevolmente i percorsi ai territori da essi attraversati. L’inaugurazione nel 1881 del collegamento ferroviario tra Sassari e Cagliari avrebbe dovuto dare il via libera all’attuazione del programma di realizzazione dei primi tratti della rete secondaria; tuttavia fu solo nel 1883 che il Ministero dei Lavori Pubblici provvide a comunicare ufficialmente i percorsi stabiliti. A questo punto sorse un ulteriore problema, rappresentato dall’individuazione del soggetto cui affidare l’esecuzione dei lavori. Negli ambienti politici sardi si vedeva con molto favore l’assegnazione all’Ing. Benjamin Piercy della Compagnia Reale, data la sua vasta esperienza maturata durante un lungo periodo di soggiorno in Sardegna di cui conosceva perfettamente il territorio. Il Ministero dei Lavori Pubblici decise invece di indire una gara per la concessione dei lavori, anche in considerazione del dubbio da parte del Regio Governo italiano circa l’opportunità di affidare il monopolio delle linee sarde ad una società come la Compagnia Reale il cui capitale era prevalentemente di provenienza inglese e perciò potenzialmente contrastante con gli interessi nazionali. La gara si concluse con l’affermazione della società delle Strade Ferrate Secondarie della Sardegna (SFSS), formata da un gruppo di capitalisti e uomini d’affari italiani e sottoposta alla direzione tecnica degli ingegneri Alfredo Cottrau e Giovanni Marsaglia.

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