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Nel 1989, a séguito della fusione delle SFS con le FCS, la ferrovia passò sotto l’attuale direzione delle Ferrovie della Sardegna (FdS), che negli anni ’90 provvidero all’ammodernamento del parco rotabili con l’introduzione delle  nuove automotrici ADe serie 90.

Si provvide altresì ad apportare alcune modifiche al tracciato, che accorciarono la lunghezza del percorso ferroviario attestandola ai circa 60 chilometri attuali. Accanto a ciò, va tuttavia segnalato purtroppo anche il progressivo processo di smobilitazione del servizio di controllo lungo la linea, culminato nell’abolizione della presenza di personale presso stazioni e caselli, divenuti così oggetto di degrado e di abbandono con conseguente saccheggio e danneggiamento, unico risultato sempre pienamente raggiunto dalla politica del taglio ai “rami secchi”. È il caso dell’area della stazione di Tirso, nei cui pressi vi è una discarica abusiva di automezzi rubati.

La politica di ridimensionamento del servizio ferroviario è proseguita nel 2003, anno in cui si è proceduto a sopprimere anche il servizio di trasporto merci sulla linea, decisione che non ha certo migliorato la percorribilità di una strada già di per sé inadeguata come la S. S. 129, mentre nel 2006 è stata intrapresa la chiusura (con successivo smantellamento) del brevissimo raccordo tra la stazione FdS e la stazione FS, in precedenza utilizzato per il trasbordo mediante appositi carrelli delle merci provenienti dallo scalo della rete principale.

 

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