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Tratto dal sito www.sasartiglia.com
Il misticismo, inteso come la tendenza a ricercare l’unione/riunione con le dimensioni “divine”, si può trovare già nelle testimonianze a noi pervenute dall’antichità. In Sardegna, in particolare, incontriamo ancora molteplici personaggi della tradizione – nelle leggende, nel Carnevale e in altre espressioni rituali popolari – nei quali è possibile ravvisare i tratti caratteristici dello Sciamanesimo, ad esempio. Lo Sciamano è una figura che manifesta la connessione tra ciò che viene individuato come Divino e Umano. In tale concezione sembra essere intrinseca una sorta di contrapposizione tra Divino e Umano, tra dentro e fuori, tra sotto e sopra; ma non è questa la sede per soffermarci sulla questione. Ora ci interessa osservare i personaggi tipici delle tradizioni mediterranee e individuarne i tratti comuni: pensiamo ai Murronarzos, il Componidori, i Mammuthones, i Colonganos, per citarne alcuni, in Sardegna. L’origine dei loro nomi e dei riti a loro connessi, a prima investigazione e come alcuni studiosi hanno fatto in passato, sembra ritrovarsi nelle culture classiche o, al limite, in una vaga “origine pagana”.
Tuttavia, tale investigazione non sembra sufficiente a cogliere tutti gli aspetti e le sfaccettature di ciascun personaggio, e la visione d’insieme risulta inevitabilmente intrisa di contraddizioni – o meglio, apparenti contraddizioni, tra poco vedremo perchè – lasciando aperti numerosi interrogativi. Più recentemente, grazie al supporto degli studi del linguista Salvatore Dedola, possiamo andare ancora più indietro nel tempo, fino alle civiltà del Vicino Oriente che risultano avere in comune più di qualche parola con il sardo, aprendo a possibilità di indagini più approfondite e che aiutano a collegare i vari elementi che compongono il quadro. Rimandiamo alla lettura degli oltre dieci volumi scritti da Dedola per l’esplorazione delle sue analisi e saggiare il suo metodo, che unisce la dottrina indoeuropeista con la semitistica.
Perchè è importante andare così indietro nel tempo? Perchè i personaggi che oggi conosciamo hanno subìto una trasformazione, operata dai vari attori delle religioni affermatesi (spesso con l’imposizione) di territorio in territorio. Se prestiamo attenzione ai personaggi sardi, con il supporto delle varie materie di indagine, notiamo l’influenza degli schemi cristiani – propriamente cattolici – sovrapposta alle più antiche forme di misticismo locale senza mai eclissarle completamente. Più andiamo avanti nel tempo, più la contrapposizione tra Divino e Umano è netta e accresce la necessità di quel “tramite”, di quello speciale “intermediario”, anello di congiunzione tra l’uomo ordinario e Dio (o gli Dei). Il ruolo dell’“intermediario” e le sue caratteristiche cambiano, vengono modernizzate per combaciare con le funzioni contemplate e accettate dalla società, in un lungo e laborioso processo che arriva ai giorni nostri, fino a esplicitarsi nell’appartenenza di colui che viene designato/eletto come “intermediario” ad una classe gerarchica superiore rispetto all’uomo comune, in alcuni casi. In altri contesti, troviamo la demonizzazione, il ribaltamento dell’antica figura sciamanica o profetica che diventa un “diavolo”, una figura negativa, nefasta e pericolosa o, in altri casi ancora, ridicola. Oppure, ancora, il processo di “bestializzazione”: laddove l’antica identità tra l’animale e il divino era vissuta in modo diverso, lungi dalla connotazione attuale di una “bestialità” da arginare e temere. Talvolta osserviamo due o tre di queste tipologie di “trasformazione” nello stesso personaggio.
Ad osservare i sopracitati processi e i risultati odierni, è possibile notare come le figure connesse al “misticismo” siano state reimpostate, disinnescate, rendendole così “inoffensive” per garantire che non portino scompiglio nell’ordine costituito della società. Un esempio di antica figura arrivata sino ai nostri giorni: il maiale, nell’Antichità, era un effigie del Dio Natura. Negli affascinanti Murronarzos di Olzai troviamo questa coincidenza. Approfondiremo in altra sede la questione dei Murronarzos.

Salvatore Dedola Linguista www.linguasarda.com

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