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A cura di Massimilinao Loddo e Franco Noli

Pira Vuvula

Pianta vigorosa con fioritura a marzo. Pera di grandi dimensioni con picciolo molto lungo e dritto.
Epidermide giallo chiaro a maturazione completa.Polpa granulosa, profumata e dolce.
Periodo di raccolta settembre ottobre. Consumo: fresco

Pira Mugra

Pianta vigorosa con fioritura a marzo.
Pera di medie dimensioni a picciolo lungo
Epidermide gialla Polpa grossolana,molto profumata, aromatica ma poco
succosa ( Arressosa).
Consumo: fresco
Maturazione: agosto-­settembre

ETIMOLOGIA A CURA DEL DOTT.SALVATORE DEDOLA

PIRA VÚVULA

Il suo nome pare a tutta prima relazionato ai buoi. Infatti il sd. vúvulu, búbulu è un aggettivo significante ‘bovino, relativo al bue’.

Ma spesso sotto i nomi di frutto si nasconde la loro esaltazione “divina”, evidentemente dovuta al fatto che – almeno nell’area di produzione – un tale frutto, in mancanza di meglio, era considerato degno degli déi. Se l’ipotesi è azzeccata, potremmo considerare vúvula una corruzione (oggi riferita per paronomasia al bue) di un antico aggettivo riferito al Dio Sommo. In tal caso abbiamo il confronto col toponimo Bubális, nome di un antico villaggio del giudicato di Torres (curatorìa di Montes). Si trovava nelle campagne di Òsilo in località Bainzolo. Appartennne ai Malaspina che dopo la conquista aragonese lo utilizzarono come base per la loro ribellione. Nel corso del sec. XIV si spopolò. La sua grafia appare un po’ in tutti i condághes e credo che sotto l’attuale tempio cristiano ci sia un antico tempio pagano dedicato al Dio Sommo del Cielo. Infatti Bubalis ha la base etimologica nell sum. bu ‘perfetto’ + sem. Baʽal ‘Dio Sommo’, col significato di ‘Dio Perfetto’.

PIRA MUGRA

A tutta prima, in pira mugra si legge il nome della ‘mufla’ (appunto mugra, al maschile mugrone ‘muflone’). In tal caso potremmo tradurre pira mugra come ‘pera dei mufle’ (a causa della relativa selvaticità unita al buon sapore).

Un’ipotesi più flebile potrebbe ricondurci a mucru (Nuoro) ‘sterpo’, ‘grosso tronco d’albero’; (Baunei) murgu ‘pezzo di tronco tagliato’; (Fonni, Urzulei) mûggiu; poi ‘pezzo di legno in genere’ (segare una murga dessu saltissu, una murga e pane; murghixeḍḍas ‘briciole’; (Isili) mrúgu ‘mutilo, monco’.

Un collaterale sumerico è murgu ‘fodder, foraggio, alimento per animali’. In tal caso, fatti salvi i possibili miglioramenti della cultivar avvenuti eventualmente nei secoli, in origine murgu dovette riferirsi a un alimento destinato esclusivamente ad animali dòmiti pascolanti in su sartu.

Ma è possibile una quarta opzione, forse la più veritiera, con origine dall’accadico muḫru ‘un’offerta (agli déi), ‘richiamo, appeal’ ossia ‘a prayer, una preghiera’. In tal caso possiamo ipotizzare che queste pere fossero destinate all’offertorio sull’altare di Dio.

Salvatore Dedola – Glottologo

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