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Pira De Santu Juvanne

Pianta poco vigorosa con fioritura a febbraio
Pera di piccole dimensioni.
Epidermide gialla con sovra colore rosso sfumato.
Polpa non molto succosa e poco saporita
Consumo: fresco

Pira De Santu Zirone

Pianta vigorosa con fioritura a marzo
Pera di medie dimensioni con picciolo corto.
Epidermide gialla con sovra colore rosso intenso e diffuso.
Polpa soda molto succosa e dolce.
Maturazione: luglio-­agosto
Consumo fresco

ETIMOLOGIA A CURA DI SALVATORE DEDOLA

PIRA DE SANTU JUANNE
nomina una varietà di pera di Olzai, della quale occorrerebbe un’etimologia priva di equivoci. Invero parlare di flora sarda, particolarmente dei peri (e del loro frutto), è sempre arduo, tenendo conto dei vari dialetti sardi, i quali fondamentalmente sarebbero due ma che poi – specie nella nomenclatura della flora – si atomizzano in tanti microcosmi quanti sono i villaggi. Ciò è anche intuibile, poiché i villaggi, nella millenaria storia della Sardegna, hanno sempre vissuto un isolamento imposto da padroni esterni (vedi i latifondi di epoca romana e poi il feudalesimo medievale e moderno). Tali isolamenti si sono viepiù incancreniti a causa della conflittualità tra i villaggi contigui, sempre generata dal reciproco accaparramento di lembi di terra.
Va da sé che, già a cominciare dai primitivi insediamenti nuragici, le contese territoriali tra pastori hanno aggravato l’isolamento reciproco e l’inevitabile regressione, forzando ovviamente anche all’autoctonia dei vocabolari specialistici, compreso il lessico botanico.
In Sardegna sono catalogati (per difetto) oltre 300 nomi di pere (quasi uno per ogni villaggio): fatto che si giustifica con l’evidenza accennata. Non aggiungo qua la spinosa discussione sulle classificazioni botaniche (vedi Mario Agabbio: Le vecchie varietà della Sardegna, Delfino ed.), poiché in essa gioca un ruolo non secondario la varietà dei suoli, delle altitudini, dei microclimi (per ciò valga l’esempio collaterale delle 100 varietà ampelografiche sarde); talché non è possibile dedurre scientificamente se la classificazione nominativa segua di pari passo la varietà genetica. Per essere chiari, ciò significa che i 300 nomi di pera possono essere ricondotti semplicemente a una decina di varietà botaniche, non di più. Tutto ciò rende evidente che parecchi nomi di pera in Sardegna non sono altro che varianti locali, spesso corrotte, spesso tarlate dalla paronomasia, che andrebbero indagate – a fini etimologici – con acribia, coraggio, competenza ma anche con tanta umiltà, serbando il dubbio che il nome recuperato sia soltanto frutto di mera ipotesi.
Con questo spirito, nell’indagare la possibile etimologia si deve tener conto che in Sardegna le pere dedicate ai Santi sommano a quasi venti, e che i nomi dei Santi non coincidono col periodo di maturazione delle pere a loro dedicate. Così è per Sa pira de Santu Juanne. Sembra chiaro che Pira de Santu Juanne sia una paronomasia, ossia una resa moderna di fonetiche antiche non più comprese.
Se questa ipotesi è giusta, e se questa pera – come sembra – è l’effetto di antichi innesti operati su più arcaici perastri montani, un possibile sbocco all’indagine potrebbe essere la base sumerica satu ‘montagna’ + gub ‘capra’ + aniš ‘pianta’. Il composto satu-gub-aniš in questo caso significherebbe ‘pianta delle capre montane (mufloni)’ (spregiativo). Altra opzione potrebbe essere l’accadico ṣadû ‘nutrire, rifornire di cibo’ + ḫū’a ‘gufo, civetta’. In tal caso il composto ṣadûḫū’a significherebbe ‘nutrimento di gufi’ (spregiativo) + suffisso aggettivale sardiano –nu. Altra opzione potrebbe essere l’accadico šatû ‘bere’ + ubānu ‘toe, alluce’. In tal caso l’unione delle due voci (šatûubānu) significherebbe ‘alluce ricco d’acqua’ (riferimento alla sua forma e alla qualità organolettica). Altra opzione migliorativa potrebbe essere l’accadico sātu, sūtu ‘pagamento in natura’ + kūbu ‘vaso per bere’ + suff. –anu. Quindi il composto sātukūbanu poté significare ‘vasetti per gli acquisti’ (nome poetico riferito alla forma del frutto, il quale veniva utilizzato volentieri per gli scambi in assenza di moneta). Queste etimologie vanno al più profondo della linguistica sarda, e non accettano confronti con inesistenti basi latine.
PIRA DE SANTU ZIRONE
è il nome di una varietà di pera di Olzai. In Sardegna (ed anche fuori di essa) un santu Zirone non esiste. Quindi il nome è una patente paronomasia, una resa moderna fatta “ad orecchio” su un nome antico non più compreso. Oggidì Zirone è una variante del nome del vitigno Girò. Per il resto possiamo ripetere tutto quanto già scritto a proposito della Pira e Santu Juanne (vedi).
A questo punto occorre soltanto trovare l’etimologia, tenendo conto della possibile arcaicità del nome originario. Per Zirone essa si basa sul sumerico zirru ‘priestess, sacerdotessa’ + unu ‘pasto’. Il composto zirr-unu in origine significò ‘pasto della sacerdotessa’, e ciò lascia capire quanto onore si volle attribuire a questa pera. A sua volta, Santu può avere la base nel sumerico sadug ‘offerte’. Quindi in origine il composto sadug-zirr-unu significò ‘offerta per il pasto dell’alta sacerdotessa’. Tale pira fu considerata un frutto di qualità generosa, degna dell’offertorio che le sacerdotesse facevano alla Dea Astarte-Venere’.

Salvatore Dedola – Glottologo

www.linguasarda.com

ricerca a cura di: Franco Noli e Massimiliano Loddo
realizzata grazie alla collaborazione con: Amministrazione Comunale di Olzai e Pro Loco Olzai